Web 3.0 - realtà o utopia?
Il World Wide Web è caratterizzato da una collezione gigantesca e strettamente interconnessa di miliardi di documenti, collegati tramite rimandi e motori di ricerca e conosciuto come Web 2.0. Attualmente, l’industria dei computer sta sviluppando la tecnologia che trasformerà questi dati nelle basi di una rete sofisticata della conoscenza umana, ciò è la base del Web 3.0
Nel suo articolo (http://www.datamanager.it/articoli.php?visibile=1&idricercato=22664) John Kneiling ci racconta come potrebbe diventare il Web attuale, overo la sovrapposizione di un livello di significati, in modo da consentire l’accesso ai dati disponibili da parte dei sistemi che utilizzano il metodo di ragionamento dell’uomo. Tale modalità di utilizzo dell’intelligenza artificiale consentirà alle macchine di guidare le persone verso le informazioni di cui hanno necessità, invece di visualizzare le informazioni ricercate sotto la forma di semplici risultati della ricerca.
John racconta anche di alcune esperienze in tal senso già sviluppate, francamente sono ancora scettico, sono sicuramente affascinato dalla possibilità di elaborare, interpretare, governare la miriade di dati presenti sul web, ma forse prevale in me la mia parte romantica che vede la supremazia della mente umana e del cuore su un preciso ma freddo elaborato di un computer.
Secondo voi questo scenario è utopistico o solo una preview della prossima realtà?
Antonio Savarese - Data Manager Group
www.datamanager.it - www.antoniosavarese.it
antonio.savarese@datamanager.it
Answers (14)
Jamil C.
Search Engine Marketing Specialist
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The above question wants to know your thoughts and commentary on the concept of Web 3.0.
I think that this type of artificial environment is only barely conceptually feasible right now. The technology may exist for something described in the article someday, but, right now, most companies are focusing on getting the most out of the latest crazes. I believe that the Internet will eventually evolve into something much greater and encompassing, but I think that it will take much time and will be seen later in my lifetime.
I have provided a source below that documents the same article Antonio listed above in English.
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Toni B.
═════════════════ ●Software Developer & DBA ●.NET,JAVA,Web2.0 ●TopLinked.com/LION
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Le premesse ci sono, Web 3.0 si farà. In altre parole, per ora è una buzzworld.
Una parte della tua domanda Antonio, però si scosta dal 3.0 "reale", quel 3.0 che stanno preparando. Portare l'AI sul web si farà ma non sarà nelle condizioni che speri, quello scenario di ricerche tutte automatiche e contenuti che da soli si elaborano, si integrano, si ritagliano e si presentano all'utente. Il "dato intelligente".
Datawarehousing, Business Intelligence.. BO, SAP.. etc: l'affamata industria ci chiede questi perchè? Certe automatizzazioni sono ancora human-minded, e non computer-minded. Questo io credo.
Se potessi dunque limare quell'affascinante idea del "dato intelligente", e riportare web 3.0 a quello che è giusto aspettarsi che sarà, allora condivido l'aspettativa positiva.
I più bravi duelleranno ora a intimarci una data per cui dovremo esser pronti ad accoglierlo altrimenti saremo tutti phase-out. Io invece di una data detto una condizione di mercato. Serve un big player che scenda in campo: serve una massa critica.
Saluti
--Toni
Andrey G.
Tech Entrepreneur- Startupper. CTO/ R&D @Social Computing
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Penso di poter raccontare tante cose della storia dello sviluppo del Semantic Web, che avevo seguito ancora 5 anni fa lavorando come Ricercatore di AI sui progetti del genere- Knowledge Sharing, Viewpoint Matching, Semantic Matching, Knowledge Semantic Representation...
allora 5 anni fa Semantic Web, Ontology, Ontology Matching etc- si sembravano le cose che "domani" inizieranno ad usare tutti. Ma non e` successo cosi`. perché? perché e` tutto TROPPO complesso, e` troppo teorico! questo piace molto agli ricercatori, ma noi, industry/ mercato- abbiamo bisogno delle invenzioni piu` semplici! Cosi` e` arrivato il Web 2.0 ed e` saltato il Semantic Web :)
io credo che i principi del Semantic Web sono giusti, ma sono quasi convinto che nell'evoluzione del Web, questa fase, il puro Web 3.0, verra` saltata.
Oggi viviamo nell'era del Web 2.0- direi "un casino che si organizza da solo". Bene. Il fine di questa fase sarà penso quando tutti i Folksonomy saranno troppi, in troppe lingue, da troppi diversi 'view-point', non sincronizzati nel tempo (validita` dei tag) etc. In somma- non compatibili e non sincronizzati tra di loro che non si potra` fare matching in un modo semplice (trovi gli utenti "simili" a me?). Allora ci vorrà un SISTEMA per ORGANIZZARE i social tagging ed altro 'casino' che sta generando il Web 2.0 oggi :)
e qui gli elementi del Semantic Web, algoritmi e logica- secondo me saranno molto di aiuto. ma se saranno applicati A QUELLO che crea il Web 2.0, invece di dire "buttiamo via tutto e partiamo da zero".
quindi, secondo me,
a) il Web 2.0 prima o poi ci portera` nel 'inferno' (un casino social ingestibile). perché ci sono troppi "i contributor" + perché le loro contribuzioni sono molto ben diversi e non compatibili (language, base domain, viewpoint, attitude, etc)- non c'e` ancora standardizzazione e non so se si puo` farlo semplice senza aver rotto il bello del Social Web!
b) il Web "3.0" (Semantic Web) in se stesso e` troppo teorico + troppo complesso per implementarlo nel sistemi IT/Web, per poterlo fare cosi` itilizzabile come i princippi SEMPLICI del Web 2.0 (perché ha funzionato il Web 2.0?- e` semplice ed e` divertente!)
c) il futuro del Web, secondo me, sarà una combinazione del Web 2.0 di oggi (Social Web, piu` la sua evoluzione verso OPEN Social Web) + il Semantic Web.
si puo` chiamarlo "Social Semantic Web", piu` se aggiungeremo il tag OPEN, perché il mondo Social oggi sicuramente si muove verso interoperability con OpenSocial e DataPortability.
allora e` il WEB 5.0, not Web 3.0? :) Oppure va bene, se il Semantic Web non e` 3.0, allora quello che dico, la combinazione, potra` essere proprio 3.0. in somma- la prossima generazione sara` un MIX, secondo me.
Invito il autore dell'articolo ed anche amico Antonio stesso, a dare un'occhiatat a SPOCK, il primo Motore di Ricerca puro 2.0, orientato su Persone.
Sull'esempio di Spock, ne sono certo, vedremo tra poco che solo con il tagging senza controllo e moderazione, senza standardizzazione etc- non si arrivera` molto lontano... anche se sono sicuro che Spock sara` il vero e` proprio Killer Application per il Web 2.0!
il problema e` che il Web 2.0 con i suoi contributor e` troppo produttivo :) per mettere tutto questo in ordine- ci vorranno proprio gli Ontology, Semantic Matching e tutta altra roba che avevo studiato 5 anni fa al IRST/ITC, e che mi sembra solo oggi i signori come il autore dell'articolo di Antonio pensano di aver scoperto. Ma puo` essere che anche lui lo sapeva 10 anni fa- non ho niente proprio contra questa persona :), ma solo contra quelli che oggi si definiscono "visionary del Semantic Web". Gli dico- era tutto chiaro ancora 5 anni fa :) ma non parte- e` troppo complesso!
invito gli interessati nel subject a contattarmi- ANDREY@COMPUTER.ORG
+ consiglio Pavel come un esperto riconosciuto del Semantic Web.
Cordiali Saluti,
Andrey Golub- a Spock && LinkedIn Evangelist and Blogger
http://www.spock.com/Andrey-Golub
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Alberto B.
Strategic IT consultant at Avanscoperta S.r.l.
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Dal punto di vista della tecnologia, in realtà la prima generazione di strumenti c'è già ed è funzionante (editor RDF, triplestores, etc..), tanto è vero che è già un'alternativa architetturalmente percorribile in scenari di integrazione.
Il problema è il modo di rendere "appetibile" l'investimento, anche perchè in molti casi chi produce lo sforzo e chi ne beneficia non sono la stessa entità, e la complessità (reale o presunta) degli strumenti tiene ancora lontana la grande massa.
Il web 2.0 è stato, se vogliamo, il risultato dell'onda lunga generata dall'accessibilità di servizi che già c'erano, ma che richiedevano conoscenze specifiche che oggi sono gestite da strumenti semplici. Il punto è capire se il semantic web può essere sufficientemente semplificato da essere reso trasparente (quindi lasciando l'RDF ai programmatori e non ai fornitori di contenuti) permettendo di arrivare ad una massa "critica" di utenti attivi. Da capire se questo avverrà prima nell'impresa, o invece emergerà in ambito "social" come una wikipedia di nuova generazione.
Saluti
Brando
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Io penso che la direzione sia giusta e che la complessità citata sia un ostacolo che verrà superato negli anni.
Ma credo che quando arriveremo al web semantico si apriranno nuove possibilità di interfacce di fruizione solo per certe categorie di utenti.
Ci saranno quindi accesso semplificati per i dispositivi mobili, per i dispositivi web (console, tv, ecc) ma il web 1.0 e 2.0 non moriranno.
Ci sarà sempre una convivenza di molteplici punti di vista sul sottostrato di informazioni, e ogni agevolazione espanderà la reachability del web senza cancellare il pre-esistente.
Davide.
I briefly answer "throwing on the table" a personal consideration .
When I was student and then when I worked at my first experiences on Expert Systems I realized that one of the greatest limitations in Expert Systems development and application to concrete cases at that moment was not the ability of "reasoning" at all, but yet the ability to "make a great number of experience" so to gain a reasonable kwnoledge base to make useful inferences.
Speaking in other terms: it was a cognition problem!
Since few years I'm convincing that Web "Knowledge World" could be a simpler environment from which extract knowledge in a, certainly, simpler way then "Natural World".
I can say very little about Web 3.0, but I'm sure that WEB, as a source of cheap knowledge, is a new opportunity for AI metodologies and technologies!
Corrado Rinaldi
corrin@tin.it
ccorrin@gmail.com
Concordo con la visione che standardizzare i dati sarebbe un passo necessario ma pressochè impossibile. Inoltre gli standard tentati sino ad adesso hanno di fatto fallito la loro applicazione.
Nondimeno, con 15 lontani anni di AI sulle spalle, sono convinto che si possa fare qualcosa di reale. Il punto è solo trovare l'incontro tra ricerca, forzatamente massimalista nella ricerca di risultati "impossibili" e mercato. Sino ad oggi, esempio, tutti usiamo Google e è il migliore strumento che abbiamo. E se Google "capisse" le ns esigenze man mano che lo usiamo? Se un minimo di analisi semantica accompagnasse la ricerca lessicale? Certo, ancora non saremmo ad HAL9000 ma quanta gente in più trarrebbe profitto dal WEB? E se qualcuno riuscisse finalmente a applicare, con uno sforzo improbo, le primitive di Shank forse arriveremmo oltre ancora... Insomma, possibile, doveroso socialmente e tecnologicamente, anche perchè seguiterei a non capire che facciamo a fare computer sempre più mostruosi. Solo per far girare i gadget del nuovo Office? Vi prego...
For me the web 3.0 uses the sovereign computing concept. Take a look at this article to see in depth what it means to use this concept.
There are actual projects and systems being developed using this concepts like Sneer.
Links:
Adriano M.
Business Intelligence & Sales Operations Analyst at BT Italia
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Ciao Antonio,
partiamo da un fatto certo: il mio cruccio è fare cose che so benissimo che il computer potrebbe fare per me.
Detto questo definiamo il web 2.0 (il sematic web, ormai pensato parecchi anni fa) e il web 3.0 (che va oltre il semantic web...).
Web 2.0 Semantic Web
“Il Web Semantico è un'estensione del Web corrente in cui le informazioni hanno un ben preciso significato e in cui computer e utenti lavorano in cooperazione”.
Le possibilità offerte dal Web Semantico sono tante e tali che non si sono ancora approfondite le sue potenzialità. Per questo, più che di tecnologia, si parla di “visione” del Web Semantico.
Tuttavia, in generale si può affermare che il Web Semantico sicuramente permetterà :
· ricerche efficaci: finalmente potremo operare sui “concetti” e non sui termini;
· semplice condivisione dei dati: l’aggregazione renderà possibile la correlazione dei documenti e i contenuti in modo da poter generare nuovi documenti e nuovi contenuti in maniera totalmente automatica.
Web 3.0 I sistemi emergenti
Come possono configurazioni complesse venire in essere seguendo regole semplici. Come fa un seme a sapere in che modo costruire un fiore?
I sistemi emergenti risolvono problemi utilizzando un gran numero di elementi parzialmente stupidi anziché un unico centro direzionale. Sono sistemi organizzati dal basso all’alto: bottom-up; non dall’alto al basso: top-down. In parole semplici tali sistemi acquisiscono dal basso la loro intelligenza. In linguaggio tecnico: “sono sistemi adattativi complessi che mostrano comportamento emergente.”
“L'Emergenza” è un principio che descrive il comportamento dei sistemi complessi. Può essere definita come il processo di formazione di schemi complessi a partire da regole molto semplici. La trasformazione delle regole di basso livello alla sofisticazione di alto livello è ciò che chiamiamo emergenza.
Si può trattare di un processo dinamico, come l'evoluzione dell’encefalo umano attraverso migliaia di generazioni successive, oppure l'emergenza può avvenire trascendendo livelli di grandezza diversi, come nel caso di una quantità macroscopica di neuroni che costituisce un cervello umano capace di pensiero (nonostante i neuroni non siano “intelligenti” singolarmente).
Ma questo sistema non potrebbe essere considerato veramente emergente se l’interazioni “locali” non producessero un qualche tipo di macrocomportamento riconoscibile.
Un comportamento emergente o proprietà emergente può comparire quando un numero di entità semplici (agenti) operano in un ambiente, dando origine a comportamenti più complessi in quanto collettività: il totale è superiore alla somma delle singole parti.
Esmpio di sistema emergenti è Linkedin! E in generale tutte le reti di social network.
In generale non c'è rischio di diventare meno romantici, anzi. Si avrà più tempo da dedicare alla persona amata e alla socializzazione con i propri simili. Invece che perdere tempo con degli "stupidi" computer (ad esempio si potrà affidare ad un agente sw il compito di ricercare il miglior medico nella regione di residenza per il parente che soffre din un morbo x rarisismo, ecc.)
E il Futuro Remoto?
Nel mondo delle reti e dei microchip sempre più veloci, un anno è un tempo lunghissimo, in cui idee e prodotti nuovi fanno a tempo a nascere e morire, superati da qualcosa di ancor più nuovo, di ancor più rivoluzionario. Impegnati a seguire questa corsa continua, rischiamo però di perdere di vista le prospettive di più lungo periodo. Rischiamo di dimenticare quella che è, ed è sempre stata, una delle domande fondamentali: “dove stiamo andando?”. Speriamo che i nostri “sogni” ci possano sempre guidare per la via migliore possibile.
“Forse le surfate in piena notte non sono una perdita di
tempo, sono solo il Web che sta sognando…”
Tim Berners-Lee
Ciao, ciao.
Adriano
Piergiorgio L.
Open Source ECM Specialist at Sourcesense, Certified Alfresco Trainer, Apache PPMC Member and JBoss Committer, Guitarist
Ciao Antonio,
la tua domanda è davvero notevole e non di banale risposta.
Personalmente sono convinto che l'infrastruttura per costruire applicazioni che comunicato tra di loro semanticamente esista già attualmente, è necessario solamente estenderla e promuoverne l'utilizzo.
Tecnologie come RDF, DAML+OIL e OWL, nati da esigenze iniziate con il DataWeb, rappresentano un'enorma passo in avanti negli standard semantici e rappresentano una grande opportunità per fare implementazioni a bassissimo costo che gestiscano un'enorme quantità di dati.
Inoltre i metodi di inferenza ed i reasoner sulla base di conoscenze definite nelle ontologie in diversi modi permette un buon livello di complessità e di ragionamento.
Il problema attuale è che sono ancora troppo poche le aziende e le persone chiave nello sviluppo delle applicazioni che conoscono queste tecnologie.
Ritengo importante promuoverne l'utilizzo e la sperimentazione in tutti gli ambiti.
Non credo sia lontano il giorno in cui il nostro browser e la struttura dei siti web cambino radicalmente: FireFox 3 e IE 8 avranno integrato all'interno un visualizzatore di microformati, questo vuol dire che già da queste versioni tutti gli utenti del web avranno a disposizione un minibrowser di metadati.
I CMS avranno una parte redazionale di contenuti semantici e metadati, i browser cambieranno.
Attualmente in molti CMS è integrata la funzionalità di aggiungere contenuto semantico ad un contenuto: ad esempio aggiungere un tipo di lincenza di pubblicazione come una una licenza di pubblicazione (CopyLeft, Creative Commons, etc...).
Credo che tra qualche anno cambierà anche il modo di cercare e di usufruire le informazioni, il Web 3.0 è più vicino di quanto possiamo pensare ma dipende da tutti noi la diffusione di queste tecnologie.
Inoltre ritengo sia necessario la diffusione di maggiore "Educazione Informatica", a breve probabilmente tutti gli utenti del web dovranno sapere cosa è esattamente il contenuto semantico associato ad un contenuto e dovranno saperlo impostare in modo corretto. Ovviamente tutto questo dipenderà anche dalla facilità di inserimento del contenuto semantico che tutti i CMS mainstream avranno.
Riccardo D.
CEO at Extreme, the web & social media monitoring and analysis company
Mi occupo di questi temi da 10 anni e devo dire che mai come ora il "ragionamento" sintetico sta assumendo una consistenza ed una efficacia tangibile.
Di fondo c'e' un mix di tecnologie e metodologie che già oggi consentono di estrapolare automaticamente conoscenza e informazioni dai contenuti testuali non strutturati , quindi siti web, email, blogs. documenti.
Il punto focale di questo argomento è il rapporto costo beneficio. Ci sono diversi approcci al problema, una basato sulla semtnatica l'altro sulla statistica, e un terzo che couniuga il giusto mix tra questi elementi. L'obiettivo è avere la posssibilità di realizzare sistemi "intelligenti" evolutivi, incrementali e a costi contenuti.
Sul mondo enterprise ho già realizzato varie esperienze in questo senso. Ci sono oggi grande realtà come ad esempio Q8 italia che utilizza queste tecnologie per velocizzare la gestione del contact center email.
Stiamo ora affontando il tema della gestione automatica degli "user generated content", la possibilità di rilevare il "sentiment " direttamente dal mondo dei blog.
In conclusione non siamo di fronte ad uno scenario utopistico, tuttaltro. Ci sono opportunità concrete e fattibili che stanno già producendo benefici e business.
Riccardo Di Marcantonio - marketing manager
Alethes spa
r.dimarcantonio@alethes.it
Caroline A.
Enterprise Search Analyst at Findwise
Best Answers in: Enterprise Software (1), Computers and Software (1)
If web 1.0 was about readable (and non-actionable) static data, the buzzword 2.0 about the evolving of social networking such as wikis, blogs and collaboration, 3.0 will be about using the data from 1.0 and 2.0 to create intelligent solutions (and ultimately combine computer and human interaction!).
What we actually see today is the development of (semantic) solutions that are able to understand the intuition of the people using the systems and based on this I don’t think that 3.0 is utopia, but something that will evolve over the following years and create fundamentally new ways to interact.
I don’t believe in new structures to replace the current web, but rather intelligent tools that can extract meaning from the existing.
However I believe that 3.0 is about our way to interact with the systems as well. What we see besides semantic and meaning based systems are fully customized solutions that can be used on any device helping us find what we need at the right time.
The only negative trend in this social change is that a fully customized solution tends to restrict peoples perspective since they are exposed only to things that the system found relevant.
Web 2.0 e Web 3.0 sono etichette che non significano nulla. Il web è un mondo di informazioni interconnesse che si sta evolvendo, come accade a qualunque cosa sulla faccia della terra.
Il meccanismo è ricorsivo, più il web si evolve e più richiama menti e denaro e quindi si evolve ... senza soluzione di continuità.
Di tanto in tanto qualcuno sente l'esigenza di mettere un'etichetta per dire: cavolo ... ma questo è davvero diverso da come era una volta ... e così nasce il 2.0, il 3.0 ...
E poi? Quando le informazioni sul Web non c'erano, non valeva la pena investire tempo e denaro per cercarle ... ora ci sono e lo si fa ... domani ce ne saranno ancora di più e i metodi per cercare quello che ci interessa saranno sempre più sofisticati.
Tutto ciò che è routine nella ricerca viene delegato insegnando alle macchine come farlo al posto nostro, la parte che rimane è nostro compito ... almeno finché non diventerà routine ...
Lo scenario è affascinante.. io lo vedo dal punto di vista dell'utente mobile ed immagino una persona che camminando viene avvisato dal suo telefono che il prodotto da lui tanto amato ed introvabile è nello store dietro l'angolo.
Chiaramente per arrivare a questo serve che ci sia un più "stretto" legame tra il mondo reale ed il Web, una maggiore capacità tecnologica (che comunque arriverà).
Sono attività che in teoria già adesso fattibili, ma manca il collante che renda allo stesso modo fruibili tutti i diversi tipi di informazioni capendone il contesto ( il punto vendita vende in generale un prodotto o quel punto vendita ha 5 pezzi a scaffale del prodotto).
Poi se si voglia dare un nome a tutto questo, nessun problema.